Press review

What music journalists and magazines in Italy and worldwide think about Tiziano Zanotti’s music!

cd PSAICO BOP

Dopo aver esaminato la copertina, dunque, l’ascoltatore sa bene a cosa va incontro. Un musica viva, umana, turgida di sentimento e passioni. Pezzi di impeccabile fattura in cui l’uomo è un tutt’uno con i campionatori, che hanno, chissà come, il magico potere di suonare. (All About Jazz – Ottobre 2010)

Asse portante dell’intero lavoro – neanche a dirlo – il dialogo tra i due virtuosi, che si carica sfumature ora schizofreniche (Al Segno), ora thrilling (Fat), ora calde e notturne (Un Giorno Per Amare). (Kathodik, 9 agosto 2010)

Oltre alla reinterpretazione dei classici standard jazzistici, oltre alla perfezione delle melodie classicheggianti, Psaico Bop sembra rappresentare una buona revisione degli schemi, in un continuo gioco di rimandi e capovolgimenti capaci di generare strutture melodiche inedite e volutamente scomposte. (Martelive, 28 luglio 2010)

Intelligenti, tattici, strategici e formidabili. Ma anche sadici, ipertecnici e “divertentuosi”. Il mio neologismo è un tributo a quel sax demoniaco. Grande Alessio Alberghini. Grande. (Saltinaria, 6 luglio 2010)

Il virtuosismo musicale, del resto, è solo uno fra i tanti mezzi espressivi in dotazione al duo (o forse sarebbe più corretto dire al quartetto), che riesce a mettersi in mostra per le sue straripanti qualità creative. (Stereo Invaders, 3 June 2010)

Trova conferma la calligrafia intensa e impertinente, non priva di umorismo (fin dal titolo dell’album) né di sintomatico mistero, della ditta Alberghini & Zanotti. Un connubio da seguire con molta attenzione. (Sentire Ascoltare, 19 aprile 2010)

Pensi al Jazz e, probabilmente, pensi in automatico a noia e magniloquenza un tanto al chilo. Errore! Basta ascoltare certe forme di jazz come questo arioso lavoro musicale a firma di talentuosi musicisti come Tiziano Zanotti e Alessio Alberghini per farsene una ragione. (The Ship Magazine, aprile 2010)

Con “Psaico bop” esplorano un territorio vastissimo che rifiuta confini di genere. Muovendosi tra sonorità aggressive e meditative, tra momenti di grande tensione e altri in cui la corsa si ferma nell’esplorazione di timbri e atmosfere. (Lucio Mazzi, City, 30 marzo 2010)

Les quatre artistes connaissent le jazz d’aujourd’hui sur le bout de leurs doigts. En émerge un dévoilement particulier. Il efface et renvoie aux oubliettes bien des manières de le pratiquer dans le registre même du free. (Les Immortels, 26 marzo 2010)

cd GESTIRE LO SPAZIO

Il musicista bolognese si muove in ambiti a lui congeniali, con una tecnica impeccabile, un timbro evocativo e straniante e una varietà melodico-espressiva profonda e matura, creando atmosfere rarefatte e riflessive, screziate e pluridirezionali. (jazzColours – aprile 2009)

Nelle rapide incursioni al piano Zanotti mette in luce un bel lirismo che fa pensare al miglior Beirach. (Jazzitalia.net – gennaio 2009)

Un lavoro difficilmente etichettabile, che unisce la liricità della chitarra al colore e al ritmo del basso, e che si conquista un posto tutto suo tra le performance solistiche. (All About Jazz Italia – gennaio 2009)

Zanotti mira a creare atmosfere più che a dare dimostrazione di virtuosismo e, anche laddove la tecnica prende il sopravvento, la brevità delle tracce e l’attitudine del musicista a disegnare suoni pensando alla dimensione generale del lavoro rendono meno pesanti questi passaggi. (Jazzconvention – gennaio 2009)

I thank you for sending me the cd Gestire lo Spazio by Tiziano Zanotti. It is a lovely recording and I find his playing accomplished and evocative. I wish you much success! (Michael Manring – novembre 2008)

Armonie rigorose e compite danno a ”The Opener” e “Gestire lo Spazio II” un’identità di matrice colta, mentre “Dettagli” e “Episodio II” rimangono pulsante materia magmatica, refrattaria allo stato di quiete. (Chitarre – novembre 2008)

Despite the rather limited instrumental palette, Zanotti is capable of taking solo bass as far as it can go through his judicious use of effects and a dash or two of piano for added color. (Cadence Magazine – ottobre 2008. Copyright Cadence Magazine)

Attenzione a Tiziano Zanotti. Che se credi di ghettizzarlo nell’austero pianeta del jazz, poi te lo ritrovi sotto il naso a scuotere il fusto di una non meglio definibile avanguardia, che per quanto tenti di ficcare in altri scaffali (post-rock, post-blues, post-folk, post-che-ti-pare…) continua a scivolare via, a non offrire quel che si dice una comoda presa. Imprendibile, ecco. (SentireAscoltare.com – giugno 2008)

Il nostro Tiziano Zanotti s’allaccia anche lui alla stregua dei grandi improvvisatori che dall’Italia stanno conquistando il cuore degli appassionati di tutto il mondo ma … lui suona (e improvvisa con) il basso elettrico. (Rockshock.it – giugno 2008)

If you’ve been looking for some inspiration to take your bass playing in new directions, there is plenty to experience on Gestire Lo Spazio. (Musicplayers.com – aprile 2008)

Musica assolutamente lontana da qualsiasi facile etichetta, che parte dal jazz per approdare a territori cui non è ancora stato dato, per fortuna, un nome. (Lucio Mazzi – City Bologna, marzo 2008)

cd INFLUENCES

Un disco che risulta piacevole e allo stesso tempo interessante, attraversato da atmosfere vivaci ma anche dai momenti più intensi ed evocativi, dove si può ascoltare un’ottima fusione delle voci. (Jazzitalia.net – dicembre 2007)

I due musicisti riescono a mantenere viva la tensione grazie alla purezza del fraseggio tipicamente jazzistico, col ritmo sottostante costantemente implicato. (Chitarre – novembre 2007)

Tiziano Zanotti e Alessio Alberghini sono due musicisti che hanno talento musicale da vendere. In “Influences” si fanno apprezzare per varie ragioni, ma prima fra tutte per il suono: corposo, presente, preciso ed intonato. (Prove Aperte – ottobre 2007)

Entrambi bravissimi agli strumenti, ma pure, che è quel che più conta, molto ispirati in questa occasione. (All About Jazz Italia – ottobre 2007)

Una specie di gemma che brilla in un panorama musicale abbastanza privo di idee davvero innovative. (thevibes.net – settembre 2007)

What’s intriguing is the range of sources that runs the gamut from Bird to John Scofield… a solid effort. (Cadence Magazine – settembre 2007)

Influences is the work of a very special duo. (jazzworldquest.com – maggio 2007)

Dieci piccole schegge, dieci piccoli lampi di genio creativo. (rockshock.it – maggio 2007)

Un disco che pretende attenzione e ripaga con emozioni. Non capita spesso, quando succede approfittiamone. (Lucio Mazzi – City, maggio 2007)

I due pescano dal Real Book una decina di pezzi storici e li ripercorrono con sagacia e brio, brandendo gli strumenti con naturalezza e intensità. (sentireascoltare.com – aprile 2007)

cd TARABUK

The disc presents a series of ten duets that straddle the line between the artfully melodic and the experimental. Zanotti’s bass sound is thick and rubbery. He’s more than an accompanist. His arco work is rich and singing. He also keeps things rhythmically incisive and the two combine to give this music a lot of energy and forward momentum. (Cadence Magazine – luglio 2007. Copyright Cadence Magazine)

In the absence of percussion, Tiziano Zanotti’s bass enjoys taking full rhythmic responsibility, both pizz and arco. In his ebullient XA both players burst into a bout of percussive tapping and slapping, nicely integrated into the piece. The writing is in a modern and melodic, jazz-flavoured style, with plenty of improvisation. (Double Bassist – Autumn 2006)

L’apparente distanza tra uno strumento dal suono denso e caratteristico com’è, appunto, la fisarmonica, e la struttura sonora espressa dal contrabbasso viene sciolta in questa sede grazie a equilibri ben articolati e connotati, dove anche Zanotti emerge quale voce solistica, pienamente in linea con gli obiettivi espressivi dei dialoghi che, direttamente o indirettamente, lo coinvolgono. (Gazzetta di Parma – ottobre 2006)

Tra i numerosi cd d’esordio che abbiamo avuto modo di ascoltare negli ultimi mesi, non nascondiamo che il progetto TARABUK è da considerarsi senza ombra di dubbio uno dei piu’ affascinanti per l’originalita’ dei suoni proposti. Le singole tracce ci sembrano da considerare quasi necessariamente parte di un “tutto” in cui si fondono jazz, sonorità classiche, toccate di contrabbasso di origine rock ed anche melodie che traggono ispirazione dalla musica popolare. (thevibes.net – settembre 2006)

Entrambi i protagonisti hanno grande padronanza dei rispettivi strumenti. Zanotti ha cadenze peacockiane nelle sonorità e nel modo al tempo stesso marcatamente ritmico di interpretare il contrabbasso pizzicato, ma eccelle particolarmente anche nell’uso, molto insistito, dell’archetto; di entrambe le caratteristiche è specchio “XA”, di sua composizione, nella quale le alterna magistralmente. (italia.allaboutjazz.com – agosto 2006)

Tarabuk è coriandoli in forma di note, scenari evocativi e accoglienti, scambi soavi ma decisi, appeal immediato, capacità del suono di dipingere spaccati circospetti (Biagio), incedere solenne (Maximized), ambienti sonori dinamici, colori gitani (Viaggiando), groove in crescendo (Xa), atmosfere sognanti dal sapore d’oriente (Tarabuk). (sentireascoltare.com – agosto 2006)

Sorprenderà sapere che con questi due strumenti viene prodotto un disco delicato ed intenso. Semplice ma pieno di pathos, di malinconie, di storie lontane, di emozioni da vivere nel proprio lato intimistico. (musica.lospettacolo.it – luglio 2006)

In totale dieci tracce che evocano scenari d’altri tempi, tutte da ascoltare con curiosità senza preconcetti, lasciandosi conquistare dalla bellezza del suono di questi due strumenti fondamentali della storia della musica. (rockshock.it – luglio 2006)

Una miscellanea di ritmo e colore che sposa in modo esemplare sana godibilità e coerenza stilistico espressiva. Per Zanotti il contrabbasso non sembra proprio avere segreti: con o senza l’archetto, è proprio il caso di dire che sa sempre toccare le corde giuste. Si fanno particolarmente apprezzare XA, in cui Zanotti si lancia in un dirompente archettato che trascolora in un pizzicato rigoglioso quanto puntuale. Un disco veramente ben fatto, ricco di fascino e spessore, perizia strumentale, ispirazione e buon gusto. (Musica Jazz – luglio 2006)

Ci sono solo loro, Marco Lo Russo alla fisarmonica e Tiziano Zanotti con il suo contrabbasso, e quasi si stenta a crederlo, tanto bastano a riempire le loro composizioni di colori e movimenti di sottane. (Musikbox – giugno/luglio 2006)

Marco Lo Russo e Tiziano Zanotti esprimono la gioia del comunicare senza intaccarne il mistero. La fisarmonica danza sulle agili figure ritmiche del contrabbasso ma a volte è quest’ ultimo che, avvolto dalla nuvola sonora della fisarmonica, si fa ascoltare in frasi di grande lirismo, sia in pizzicato che con un sapiente uso dell’archetto. (accordions.com – maggio 2006)

Il cd è assolutamente innovativo. Un prodotto con sonorità non scontate. La “pienezza” di suono che riescono a creare fisarmonica e contrabbasso lasciano all’ascoltatore che in queste sonorità non manchi nulla e qualsiasi cosa venga aggiunta risulterebbe di troppo e superfluo. (fisacromatica.net – aprile 2006)

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